Rating di Legalità: al via il nuovo Regolamento AGCM. Cosa cambia dal 16 marzo 2026
- Asana S.r.l.

- 16 mar
- Tempo di lettura: 3 min

Entra oggi in vigore il nuovo Regolamento attuativo in materia di rating di legalità (delibera AGCM, 27 gennaio 2026, n. 31812).
I principali elementi di novità riguardano:
la durata: il rating attribuito o rinnovato con il nuovo Regolamento avrà una durata di tre anni;
il punteggio: verrà riconosciuto un punteggio aggiuntivo all’impresa che, alla presentazione della domanda di rinnovo, risulti averlo già ottenuto, in via continuativa, per almeno tre volte precedenti;
l'attestato: l’attestato di attribuzione del rating verrà rilasciato anche in lingua inglese.
Inoltre, vengono rafforzati i presidi di legalità e gli obblighi informativi a garanzia della natura premiale del rating.
Si tratta di un aggiornamento che non si limita a un semplice restyling burocratico, ma introduce novità sostanziali sulla durata del certificato, sui requisiti di trasparenza e sulla spendibilità internazionale del titolo.
1. Le principali novità del Regolamento 2026
L'AGCM ha puntato a rendere il rating uno strumento più stabile e rigoroso. Ecco le modifiche più rilevanti:
Validità estesa a 3 anni: a differenza del passato, dove il rating aveva durata biennale, i certificati rilasciati o rinnovati sotto il nuovo regime avranno una validità di tre anni.
Premialità per la continuità: viene introdotto un meccanismo di "fidelizzazione". Le imprese che mantengono il rating in modo continuativo per almeno tre rinnovi consecutivi riceveranno un punteggio aggiuntivo.
Certificazione in inglese: per favorire l'internazionalizzazione delle imprese italiane, l'attestato verrà rilasciato anche in lingua inglese, rendendolo un biglietto da visita spendibile sui mercati esteri.
Controlli più stringenti: sono stati rafforzati i presidi di legalità. In particolare, sono stati rimodulati i tempi di "ineleggibilità" a seguito di condanne penali o provvedimenti amministrativi, rendendo il sistema di monitoraggio più organico.
2. Chi può richiederlo?
I requisiti di base restano confermati.
Possono presentare domanda le imprese (sia individuali che societarie) che:
hanno sede operativa in Italia;
raggiungono un fatturato minimo di 2 milioni di euro;
sono iscritte al Registro delle Imprese da almeno due anni.
3. Regime transitorio: scadenze e obblighi urgenti
L'entrata in vigore del nuovo regolamento richiede un'attenzione particolare per chi ha già il rating o ha una pratica in corso:
Domande pendenti: se la domanda presentata non è ancora stata conclusa entro il 16 marzo, c'è tempo fino al 15 aprile 2026 per rinnovarla/adeguarla secondo i nuovi modelli. In caso contrario, la domanda sarà considerata ritirata.
Imprese già titolari di rating: entro il 15 maggio 2026, le aziende che hanno già il rating devono comunicare all'Autorità l'eventuale presenza di "eventi ostativi" (previsti dal nuovo regolamento ma non dal vecchio) che potrebbero impedire il mantenimento del punteggio.
Nuovi Formulari: è obbligatorio utilizzare esclusivamente la piattaforma WebRating con i nuovi modelli aggiornati.
4. Perché puntare al Rating di Legalità?
Oltre al prestigio reputazionale (espresso nel punteggio da una a tre "stelle"), il rating continua a garantire vantaggi tangibili:
Accesso al credito: le banche tengono conto del rating nei processi di istruttoria per la concessione di finanziamenti.
Bandi e Gare: molte Pubbliche Amministrazioni inseriscono il rating come criterio premiale nei bandi per l'assegnazione di contributi o appalti.
Governance ESG: il rating è un tassello fondamentale per dimostrare la solidità dei pilastri di governance e sostenibilità sociale dell'azienda.
È possibile consultare il Regolamento sul sito dell'Autorità a questo link.


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